set 28
Il limite e la decenza.
E’ possibile che anche su un’evento tragico come quello che sta succedendo in Birmania ci si debba mettere anche la statistica? A giorni sapremo "realmente" a cosa serve il numero 1081081081234 che ha tanto il sapore di 4 8 15 16 23 42 ??
6 commenti to “1081081081234”
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settembre 28th, 2007 at 16:08
Infatti non capisco l’utilità neanche io
settembre 30th, 2007 at 1:35
In Birmania è stato spento internet: non c’è più connettività sono tagliati fuori dalla rete !
I più smanettoni, soprattutto gli universitari, riuscivano a pubblicare fino a poco tempo fa foto che documentassero gli avvenimenti.
Esprimi la tua solidarietà al popolo Birmano, tingi di rosso il tuo blog.
Se non puoi farlo, nel mio blog ho messo a disposizione uno script che inserisce una coccarda in alto a destra.
PS: Da solo non posto commentare in tutti i blog del mondo ! Spergete la voce (non c’è bisogno che menzioniate me, non mi serve: fate circolare lo script)
ottobre 2nd, 2007 at 22:14
ho sempre ammirato i monaci buddisti, il Tibet, e mi ha sempre angosciato il loro esilio nel mondo ma se tanto il mondo, le civiltà cosidette evolute, ha fatto contro dittature repressive e totalitarie perchà non si ferma questa ignobile sciagura che sta attraversando la Birmania… LIbertà per gli uomini liberi..!!!
ottobre 3rd, 2007 at 14:20
E’ dal 1988 che il popolo Birmano soccombe sotto la violenza della dittatura.
Chi ha la fortuna di avere un reddito, può contare su meno di 2000 euro l’anno. Nonostante questo, la Birmania è un Paese ricco, grazie ai giacimenti di gas naturale che India e Cina si contendono.
L’Europa vende armi alla Cina, che a sua volta le rivende all’esercito Birmano, il quale le usa contro i monaci e contro la popolazione.
Inutile qualsiasi commento.
ottobre 15th, 2007 at 12:23
Io dico: è legittimo farsi venire i dubbi su quel numero, ma da qui a dire “cosa serve esprimere umanamente la propria solidarietà (perché di questo si parla), ce ne passa!
Non è giusto strumentalizzare una azione umanitaria con un numero che magari significa altro, ma che senso ha dire che non serve a nulla una manifestazione del genere?
Riuflettiamo su quello che facciamo.
Se diciamo una parola cosa cambia? E se non la diciamo?
Preferisco fare quello che posso. Non posso partire per la Birmania e andare a combattere contro quel governo (già abbiamo da fare qui in Italia), ma almeno dare la mia voce da blogger posso. E lo faccio. E non me ne frega niente se quel numero per qualcuno è il “numero della bestia” o il numero di un biglietto della lotteria o altro. Per me vale come partecipazione umana.
D.
novembre 15th, 2008 at 11:06
Sottoscrivo in pieno la posizione di Evy. Tacere non cambia nulla, parlare forse aiuta indipendentemente dal come se ne parla e dal perche’.